Forum Alternativo Mondiale dell'Acqua

Saluto del Comitato Territoriale Campano per la Rete Europea ABC in occasione dell’assemblea al Castel del’Ovo “Verso la costruzione della rete europea per l’acqua bene comune”.


I comitati campani per l’Acqua Pubblica danno il benvenuto agli attivisti europei venuti a Napoli per iniziare insieme un percorso nuovo, verso la costituzione della Rete Europea per l’Acqua Bene Comune, unendo i soggetti che ne rivendicano la difesa contro le speculazioni del mercato.

E’ una grossa responsabilità essere stati prescelti per ospitare una delle tappe di avvicinamento al FAME di Marsiglia contro le multinazionali che quotidianamente avversiamo nei nostri territori, contrastando le politiche di privatizzazione del Servizio Idrico Integrato e dei servizi pubblici locali.

Quest’incontro avviene all’indomani della vittoria popolare ai referendum del 12 e 13 giugno, Mai si era vista in Italia una mobilitazione così corale e partecipativa, un adesione così vasta di soggettività difficilmente riassumibili, in uno sforzo da parte dei comitati per rendere compatibili le diversità e trasformarle in una ricchezza.

La nostra mobilitazione viene da lontano e si è rafforzata nelle vertenze che i comitati hanno costruito sui territori: la Campania è stata, tra le regioni italiane, una delle prime ad aver proceduto verso la privatizzazione, persuadendo i sindaci attraverso politiche clientelari, corrompendo i nostri amministratori prima negli ambiti a maggiore densità abitativa e quindi più redditizi, spiegando ai cittadini che era la Comunità Europea stessa a chiederci di privatizzare.

L’unica voce critica in questi processi è stata quella dei comitati. Nelle assemblee dei sindaci siamo stati sempre presenti per portare un messaggio chiaro: “privatizzare l’acqua equivale a mettere in vendita la vita”, L’acqua non può essere considerata una merce. Solo grazie a quelle lotte Napoli, la più grande città del mezzogiorno, non ha svenduto la gestione del servizioeppure non siamo riusciti ad evitare che la Regione Campania privatizzasse le condotte regionali, così che anche con una ripubblicizzazione del SII da parte del comune di Napoli saremmo costretti a pagare l’acqua proveniente dalle stesse condotte realizzate dalla Cassa del Mezzoggiorno e cedute ad una Spa che vede tra i suoi soci la Veolia, una delle multinazionali che da anni cerca di accaparrarsi il business dell’acqua e dei rifiuti in Campania.

Nel 2007, in questa stessa sala di Castel dell’Ovo si è tenuto un convegno sui Fondi Strutturali Europei organizzato dalla Gori, Public Private Partnership che gestisce il SII nel sarnese vesuviano dal 2003, La Suez e Caltagirone, tramite l’Acea si sono aggiudicate quote di capitale della Gori attraverso una procedura considerata illeggittima dalle stesse norme comunitarie, entrambe le multinazionali sono state poi multate dall’Autority Antithrust per aver sottoscritto un accordo di cartello che gli ha permesso di aggiudicarsi buona parte delle gestioni nel centro-sud d’Italia. Anche allora i comitati erano qui in presidio, per denunciare la truffa perpetrata ai danni dei cittadini che dopo 9 anni di gestione da parte della Gori si ritrovano ora a fare i conti con una situazione fallimentare  avendo accumulato un debito nei confronti della Regione Campania di oltre i 300 mln di euro. E’ ora di dire che noi questo debito non lo paghiamo, non lo abbiamo sottoscritto e come ieri abbiamo praticato la disobbedienza  civile alle bollette ed a leggi ingiuste, oggi chiederemo l’obbedienza civile alla volontà popolare espressa da 27 milioni di italiani che hanno ribadito “Fuori l’Acqua dal mercato, fuori i profitti dall’Acqua”

Siamo coscienti che Napoli rappresenta in questo quadro una speranza per tutto il movimento italiano in difesa dell’Acqua Bene Comune, in un quadro politico regionale e nazionale che sostanzialmente è rimasto immutato. La scelta coraggiosa dell’amministrazione comunale di affidare al prof. Lucarelli l’assessorato ai Beni Comuni ed alla Democrazia Partecipativa per dare l’avvio al processo di riunificazione e ripubblicizzazione del SII che fino ad ora era stato parcellizzato dalle precedenti amministrazioni le quali avevano affidato all’Arin Spa la parte più redditizia e cioè la distribuzione dell’acqua potabile, lasciando la rete fognaria nell’abbandono e prive d’investimenti ed affidandosi per la depurazione alla Hydrogest, coinvolta nello smaltimento illegale del percolato proveniente dalle discariche, a dimostrazione di come in una cornice di interessi privati si tengano insieme acqua e rifiuti, settori altrimenti inconciliabili.

Il processo di ripubblicizzazione a Napoli è solo all’inizio, il processo è ancora lungo, la nuova società pubblica ABC Napoli che sta per nascere è ancora tutta da costruire e così come i comitati cittadini hanno saputo salvare l’acqua napoletana dalla privatizzazione in questi anni, speriamo che potranno partecipare attivamente alla gestione del servizio idrico in futuro. Come nel resto della Campania i comitati non hanno smobilitato dopo il referendum: contro le manovre in corso a Salerno per affidare l’acqua ad una multiutility, contro i tentativi di dare vita ad un nuovo Ato per separare Caserta da Napoli e procedere a breve all’affidamento ad un soggetto interamente privato, contro chi vuol tradire il mandato dei 27 milioni di cittadini che si sono espressi nei referendum di giugno, i comitati mantengono aperti gli spazi pubblici di confronto tra cittadini, lavoratori e le loro rispettive rappresentanze, tenendo alta l’attenzione sui processi di privatizzazione e mobilitandosi per intervenire in virtù di quel vincolo di solidarietà che ha sempre contraddistinto il movimento in difesa dei beni comuni, contro ogni ipotesi di mercificazione del territorio e delle risorse essenziali alla vita.

Coscienti delle minacce che incombono sul nostro cammino, continueremo a lottare per un Europa dei Diritti e dei Beni Comuni.

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